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Pasqua ad Assisi, tra tradizioni, torte e gustose sorprese

21Mar

Il territorio assisano offre, nel periodo pasquale, tante occasioni per ‘peccati’ di gola, nel rispetto di un tradizione forte e apprezzata.

Dopo il periodo della Quaresima il giorno di Pasqua è caratterizzato da tavole imbandite ricche di sapori.

Regina indiscussa del periodo è la Torta di Pasqua, una sorta di panettone (nel senso della forma) a base di farina, uova, pepe, olio, insaporita con formaggi misti (parmigiano, pecorino, ma anche provolone o Emmenthal), anche tagliati a dadini, gustosa sorpresa tutta da assaporare.

Torta, solitamente preparata il Giovedì Santo, con ricette ‘segrete’ custodite gelosamente (mio nonno, a futura memoria l’aveva scritta, a matita – abbise, come diceva lui, sul muro di un fondo) che ben si accompagna con i salumi che caratterizzano la colazione pasquale, dal salame al capocollo; colazione che non può non prevedere anche uova sode. Il tutto rigorosamente benedetto nella giornata del Sabato Santo.

Piatto forte del pranzo di Pasqua è certamente l’agnello , arrosto in particolare; ma esagerare e assaggiare le cotolette fritte è un qualcosa da non perdere, accompagnata dai vini del territorio.

Il dessert? La Torta di Pasqua al formaggio ha la variante’ dolce’, con buona pace delle più celebri Colombe: un impasto di uova e farina arricchito dai canditi tagliati a dadini, sorprese, questa volta dolcissime, al momento di gustarle. Sopra, come guarnizione una bianca glassa arricchita con zuccherini multicolori.

Vogliamo esagerare? Un bel calice di Vernaccia di Cannara. Prosit

La-Strada-Mattonata

La Strada Mattonata: percorso storico da Santa Maria degli Angeli ad Assisi

21Mar

Andare da Santa Maria degli Angeli ad Assisi a piedi, percorrendo l’’Antica Strada Mattonata può essere una bella idea per trascorrere una giornata e apprezzare il paesaggio che unisce le due realtà e le Basiliche che ne rappresentano i punti di arrivo e partenza.

Un tracciato, di circa 3 chilometri, di probabile origine romana e che, a cavallo dell’anno 2000, il Comune ha riqualificato con una sottoscrizione che ha portato a ridisegnare il percorso con mattoncini  ‘personalizzati’, con i nomi di chi ha voluto sostenere l’iniziativa.

Il percorso si snoda in parallelo a via Patrono d’Italia, sul lato sinistro guardando la Basilica della Porziuncola ed è percorribile in 40 minuti: i due terzi sono in pianura mentre l’ultima parte è in salita.

Presenti anche fermate del bus di linea che collega Santa Maria degli Angeli ad Assisi.

 

Partendo da Santa Maria degli Angeli le meraviglie lungo il percorso non si fanno attendere: sulla sinistra si può ammirare il Palazzo del Capitano del Perdono e sulla destra la Fontana delle 26 cannelle.

Superato il sottopasso ferroviario, sulla sinistra la Cappellina della Madonna delle Grazie costruita nel 1561 e rinnovata nel 1877.

 

Da qui in poi inizierà a farsi più nitida la collina sormontata dalla Città di Assisi.

Poco prima della salita finale, sulla sinistra, ecco Villa Gualdi: l’antico ospedale di San Salvatore delle Pareti, già esistente nel 1193.

Sulla facciata un  rilievo raffigura “S. Francesco morente che¨ benedice la città  (1910), di Colombo Graziani, a ricordo di un episodio narrato nei Fioretti.

 

Per una sosta suggestiva e rinfrescante, consigliamo di utilizzare la piccola piazzola lungo il percorso in direzione Assisi: non solo un punto dal quale poter ammirare la Città di San Francesco e le sue meraviglie ma anche luogo di richiami alla letteratura. Sulla calotta esterna della fontanella lì presente possono essere distinti infatti alcuni estratti del Canto XI del Paradiso di Dante Alighieri:

 

Intra Tupino e l’acqua che discende

del colle eletto dal beato Ubaldo,

fertile costa d’alto monte pende,

 

onde Perugia sente freddo e caldo

da Porta Sole; e di rietro le piange

per grave giogo Nocera con Gualdo”

 

Lungo la salita la Chiesa di San Nicolò dell’Orto (adiacente il Seminario Regionale) e poi, poco prima di raggiungere piazza Giovanni Paolo II la Fonte del Vescovo.

Il percorso può essere compiuto anche a scendere, da soli o in compagnia ma sempre pronti a rimanere meravigliati dal territorio circostante

 

 

Mostaccioli di San Francesco | La ricetta originale di Assisi

I Mostaccioli di San Francesco

29Set

Fra settembre e ottobre, tempo di vendemmia, erano – e lo sono ancora oggi – tipici del mondo contadino: farina impastata con mosto, olio, semi di anice, zucchero, lievitati, forma tondeggiante (simili a piccole ciambelle), cotti al forno. Con possibili varianti (mandorle, uova, miele, nocciole), differenti da zona a zona d’Italia, di certo fragranti, gustosi.

Le Fonti Francescane  testimoniano che San Francesco, ormai morente (il Transito avverrà il 3 ottobre del 1226, sulla nuda terra, alla Porziuncola di Santa Maria degli Angeli), chiese che Jacopa de’Settesoli, nobildonna romana a lui devota gli portasse dei mostaccioli.

“Ti prego anche di portarmi quei dolci, (i mostaccioli) che tu eri solita darmi quando ero malato a Roma” è scritto nella lettera “A donna Giacomina”. Episodio attestato anche da Tommaso da Celano nel Trattato dei miracoli, dalla Leggenda perugina, dallo Specchio di Perfezione

“Ma egli ne mangiò ben poco – vene detto nello Specchio di perfezione -, perché sempre più gli mancavano le forze  e si avvicinava alla morte”.

Resta un episodio che evidenzia amicizia, semplicità, calore umano.

I mostaccioli, peccato di gola del Santo, nel giusto periodo dell’anno, fra settembre e ottobre, possono essere gustati nelle panetterie e pasticcerie del territorio.

Un dolce tipico del territorio di Assisi da non perdere. Pensando a Francesco, Santo dalla grande umanità.

La Cavalcata di Satriano

La Cavalcata di Satriano

29Ago

La Cavalcata di Satriano è una delle manifestazioni caratteristiche del Monte Subasio.

L’evento fu creato nel 1923, anno in cui il podestà Arnaldo Fortini costituì, insieme con altri illustri colleghi come Gabriele D’Annunzio e Guglielmo Marconi, la formazione della “Compagnia dei Cavalieri di Satriano” per ricordare gli ultimi giorni di vita di San Francesco.

La nascita, la vita e la morte del Santo hanno infatti influito sulla storia della città a tal punto che ogni anno l’episodio viene ricordato con la rievocazione della storica Cavalcata. Nel 2018 l’evento avrà luogo Sabato 1 e Domenica 2 Settembre.

Il primo dei due giorni, i Cavalieri partono da Assisi con destinazione Nocera toccando luoghi e località (Pian della Pieve, Costa di Trex, Armenzano, la Romita di Nocera Umbra, Villa Postignano, San Leonardo, località Montarelle) attraversati nel 1226 da Francesco e dalla delegazione della sua città.

La domenica il ritorno lungo il percorso inverso che tocca Satriano, dove i Cavalieri ebbero modo di sperimentare il valore dell’elemosina.

Segue l’arrivo in Assisi alle 17.50 e la conclusione alle 18.30, con la benedizione dei cavalieri in Piazza Santa Chiara.