La Strada Mattonata

La Strada Mattonata: percorso storico da Santa Maria degli Angeli ad Assisi

21Mar

Andare da Santa Maria degli Angeli ad Assisi a piedi, percorrendo l’’Antica Strada Mattonata può essere una bella idea per trascorrere una giornata e apprezzare il paesaggio che unisce le due realtà e le Basiliche che ne rappresentano i punti di arrivo e partenza.

 

Un tracciato, di circa 3 chilometri, di probabile origine romana e che, a cavallo dell’anno 2000, il Comune ha riqualificato con una sottoscrizione che ha portato a ridisegnare il percorso con mattoncini  ‘personalizzati’, con i nomi di chi ha voluto sostenere l’iniziativa.

Il percorso si snoda in parallelo a via Patrono d’Italia, sul lato sinistro guardando la Basilica della Porziuncola ed è percorribile in 40 minuti: i due terzi sono in pianura mentre l’ultima parte è in salita.

Presenti anche fermate del bus di linea che collega Santa Maria degli Angeli ad Assisi.

 

 

Partendo da Santa Maria degli Angeli le meraviglie lungo il percorso non si fanno attendere: sulla sinistra si può ammirare il Palazzo del Capitano del Perdono e sulla destra la Fontana delle 26 cannelle.

 

Superato il sottopasso ferroviario, sulla sinistra la Cappellina della Madonna delle Grazie costruita nel 1561 e rinnovata nel 1877.

 

Da qui in poi inizierà a farsi più nitida la collina sormontata dalla Città di Assisi.

 

Poco prima della salita finale, sulla sinistra, ecco Villa Gualdi: l’antico ospedale di San Salvatore delle Pareti, già esistente nel 1193.

Sulla facciata un  rilievo raffigura “S. Francesco morente che¨ benedice la città  (1910), di Colombo Graziani, a ricordo di un episodio narrato nei Fioretti.

 

Per una sosta suggestiva e rinfrescante, consigliamo di utilizzare la piccola piazzola lungo il percorso in direzione Assisi: non solo un punto dal quale poter ammirare la Città di San Francesco e le sue meraviglie ma anche luogo di richiami alla letteratura. Sulla calotta esterna della fontanella lì presente possono essere distinti infatti alcuni estratti del Canto XI del Paradiso di Dante Alighieri:

 

Intra Tupino e l’acqua che discende

del colle eletto dal beato Ubaldo,

fertile costa d’alto monte pende,

 

onde Perugia sente freddo e caldo

da Porta Sole; e di rietro le piange

per grave giogo Nocera con Gualdo”

 

Lungo la salita la Chiesa di San Nicolò dell’Orto (adiacente il Seminario Regionale) e poi, poco prima di raggiungere piazza Giovanni Paolo II la Fonte del Vescovo.

Il percorso può essere compiuto anche a scendere, da soli o in compagnia ma sempre pronti a rimanere meravigliati dal territorio circostante

 

 

I Mostaccioli di San Francesco

29Set

Fra settembre e ottobre, tempo di vendemmia, erano – e lo sono ancora oggi – tipici del mondo contadino: farina impastata con mosto, olio, semi di anice, zucchero, lievitati, forma tondeggiante (simili a piccole ciambelle), cotti al forno. Con possibili varianti (mandorle, uova, miele, nocciole), differenti da zona a zona d’Italia, di certo fragranti, gustosi.

Le Fonti Francescane  testimoniano che San Francesco, ormai morente (il Transito avverrà il 3 ottobre del 1226, sulla nuda terra, alla Porziuncola di Santa Maria degli Angeli), chiese che Jacopa de’Settesoli, nobildonna romana a lui devota gli portasse dei mostaccioli.

“Ti prego anche di portarmi quei dolci, (i mostaccioli) che tu eri solita darmi quando ero malato a Roma” è scritto nella lettera “A donna Giacomina”. Episodio attestato anche da Tommaso da Celano nel Trattato dei miracoli, dalla Leggenda perugina, dallo Specchio di Perfezione. La nobildonna portò il dolce, il Santo

“Ma egli ne mangiò ben poco – vene detto nello Specchio di perfezione -, perché sempre più gli mancavano le forze  e si avvicinava alla morte”.

Resta un episodio che evidenzia amicizia, semplicità, calore umano.

I mostaccioli, peccato di gola del Santo, nel giusto periodo dell’anno, fra settembre e ottobre, possono essere gustati nelle panetterie e pasticcerie del territorio.

Un dolce tipico del territorio di Assisi da non perdere. Pensando a Francesco, Santo dalla grande umanità.

Cavalcata di Satriano

La Cavalcata di Satriano

29Ago

La Cavalcata di Satriano è una delle manifestazioni caratteristiche del Monte Subasio.

 

L’evento, giunto quest’anno alla XXXIX Edizione, fu creato nel 1923, anno in cui il podestà Arnaldo Fortini costituì, insieme con altri illustri colleghi come Gabriele D’Annunzio e Guglielmo Marconi, la formazione della “Compagnia dei Cavalieri di Satriano” per ricordare gli ultimi giorni di vita di San Francesco.

 

La nascita, la vita e la morte del Santo hanno infatti influito sulla storia della città a tal punto che ogni anno l’episodio viene ricordato con la rievocazione della storica Cavalcata. Nel 2018 l’evento avrà luogo Sabato 1 e Domenica 2 Settembre.

 

 

Il primo dei due giorni, i Cavalieri partono da Assisi con destinazione Nocera toccando luoghi e località (Pian della Pieve, Costa di Trex, Armenzano, la Romita di Nocera Umbra, Villa Postignano, San Leonardo, località Montarelle) attraversati nel 1226 da Francesco e dalla delegazione della sua città.

 

La domenica il ritorno lungo il percorso inverso che tocca Satriano, dove i Cavalieri ebbero modo di sperimentare il valore dell’elemosina.

 

Segue l’arrivo in Assisi alle 17.50 e la conclusione alle 18.30, con la benedizione dei cavalieri in Piazza Santa Chiara.